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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Ieri sera al Mapei Stadium di Reggio Emilia, l’Italia ha battuto 2-0 la Moldavia nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Ma la vera notizia è arrivata dalle tribune, dove Radio Active 20068 ha documentato una piccola rivoluzione silenziosa.
CMT Translation, sponsor della radio, ha trasformato la partita in un’esperienza completamente nuova per i tifosi non vedenti. La loro app Connect Me Too ha permesso di seguire ogni momento della gara attraverso la voce di Enrico Boiani, audiodescrittore ufficiale della Nazionale Italiana.
Scaricabile da Play Store e App Store, Connect Me Too funziona in tempo reale tramite rete 5G e 4G. Basta collegare le cuffie allo smartphone e il gioco è fatto. Ma non si tratta della solita cronaca sportiva.

Boiani ha raccontato non solo i gol di Raspadori al 40′ e di Cambiaso nella ripresa, ma tutto quello che succedeva intorno al campo: le reazioni della panchina, l’atmosfera sugli spalti, i dettagli tattici che sfuggono anche a chi guarda la partita in tv.
L’audiodescrizione di CMT Translation va ben oltre il racconto dell’azione. È narrazione pura, dove ogni movimento acquisisce significato e ogni emozione dello stadio trova la sua dimensione sonora. I tifosi non vedenti non ascoltano la partita: la vivono insieme agli altri 20mila spettatori presenti al Città del Tricolore.
Radio Active 20068 ha potuto documentare dal vivo questa trasformazione, registrando non solo i gol di Raspadori e Cambiaso, ma anche le reazioni di chi ha potuto “vedere” la partita attraverso le orecchie. Testimonianze di un’Italia che sa essere inclusiva anche quando deve ripartire dopo le difficoltà, come quella vissuta contro la Norvegia.
Il calcio ha sempre avuto questa capacità magica di unire persone diverse, di creare comunità temporanee fatte di emozioni condivise. Ieri sera al Mapei Stadium, grazie al lavoro di CMT Translation, questa magia si è estesa anche a chi il calcio lo vive attraverso altri sensi, dimostrando che l’innovazione tecnologica può davvero abbattere barriere che sembravano insormontabili.
Mentre l’Italia cerca di riaggiustare la rotta verso il Mondiale 2026 dopo il ko con la Norvegia, c’è chi sta già costruendo lo stadio del futuro. Un futuro dove il tifo non ha limiti e dove l’innovazione italiana si mette al servizio dell’inclusione. Perché il calcio, alla fine, è sempre stato questo: emozioni condivise che uniscono persone diverse sotto la stessa bandiera.
Scritto da: Rossella Rosselli
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