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Tre anni dopo l’ultimo capitolo discografico, Il Pagante si rimette in gioco con “FOMO“, quarto album in studio che segna una svolta importante per il duo milanese. Roberta Branchini (Brancar) ed Edoardo Cremona (Eddy Veerus) hanno scelto di raccontare qualcosa che tutti conosciamo ma che forse non avevamo mai osservato con questa lucidità: la paura di rimanere fuori dai giochi, quella sensazione sottile che ci spinge al posto giusto nel momento giusto anche quando non ne abbiamo voglia.
La Fear Of Missing Out non è più solo una sigla da psicologi social, ma il termometro di un’epoca. Il Pagante la prende, la gira, la rigira e ne fa il centro di dodici tracce che oscillano tra il sarcasmo e la consapevolezza. Milano fa da sfondo naturale a questa narrazione, non come semplice location ma come laboratorio vivente di quella frenesia sociale che ormai definisce i nostri tempi.
Quando la festa diventa performance
L’album si apre con la title-track “FOMO”, dichiarazione d’intenti che fotografa l’assurdo contemporaneo: le feste senza video e foto sono come un salto nel vuoto. Un concetto che fa ridere e inquieta allo stesso tempo, perché tutti sappiamo quanto sia vero. La collaborazione con Villabanks in “Spingere” riporta il duo alle origini del proprio immaginario festaiolo, pescando dal frasario di Filippo Champagne e Nevio lo Stirato, mentre “Piangere in Discoteca” esplora il lato più introspettivo della faccenda.

C’è “Sottocassa” che rappresenta il momento in cui ci si perde completamente nella notte, e “Costa Smeralda” che punta il riflettore sulla meta estiva più FOMO d’Italia, con i suoi Beach Club, i mojito al tramonto e le storie che non finiscono mai. In “Poveri Mai” il discorso si fa più tagliente, smontando l’estetica patinata del benessere con quella ironia che è sempre stata marchio di fabbrica del progetto.
Due voci, una visione
La novità più interessante dell’album sta nelle due tracce soliste: “Milano Girls” vede Eddy Veerus raccontare le ragazze della sua città, mentre Brancar si prende la scena con “La Nuova Tipa del Mio Ex”, ritratto piccante di una figura che tutti abbiamo incontrato almeno una volta. Due prospettive diverse che confermano come il duo abbia trovato una dimensione artistica matura, capace di mantenere la propria identità irriverente senza cadere nella parodia fine a se stessa.

La collaborazione con Fabio Rovazzi in “Maranza” chiude il cerchio milanese del disco, fotografando un fenomeno che dalla città si è espanso ovunque, tra borselli griffati e drill nelle cuffie. L’album si conclude con “Tr*ie in Console”, esperimento afrohouse che presenta un ritratto dissacrante delle “shampiste” europee, supportato da note audio che rendono tutto ancora più reale.
Milano Forever: il cerchio si chiude
Il 14 settembre al Kozel Carroponte andrà in scena “Milano Forever“, evento speciale per celebrare quindici anni di storia. Una data che Il Pagante definisce “il concerto più grande della nostra storia”, occasione per ripercorrere un viaggio che ha portato il duo dalle prime hit agli streaming attuali, sempre mantenendo quello sguardo ironico e consapevole sulla realtà che li circonda.

“FOMO” non è solo un album sulla paura di rimanere esclusi, ma una riflessione su come viviamo il presente. Il Pagante ci restituisce uno specchio in cui è impossibile non riconoscersi, tra l’ansia di esserci sempre e la stanchezza di doverlo dimostrare. E forse, proprio in questa contraddizione, sta tutta la verità del nostro tempo.
Scritto da: Rossella Rosselli
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