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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Cardiff, 5 luglio 2025 – Sul palco del Principality Stadium di Cardiff, dove ieri sera gli Oasis hanno dato il via all’attesissima reunion, “Don’t Look Back In Anger” diventa una dichiarazione d’amore rock. Dopo 16 anni di silenzio, frecciatine e una vera e propria faida familiare, i fratelli Gallagher hanno sepolto le asce di guerra davanti a 75.000 spettatori in delirio.
Era tutto vero. E i fan lo hanno realizzato quando alle 20.15 Noel e Liam si sono presentati insieme, evitando ogni forma di divismo, con “Hello“. Un momento che molti pensavano impossibile, trasformato in realtà davanti agli occhi increduli del mondo intero.
Sui maxi schermi campeggiano delle scritte che ricordano che non è un’esercitazione ma che sta succedendo, sono tornati gli Oasis. Quando le luci si sono spente e le prime note di “F***in’ in the Bushes” hanno riempito lo stadio, due figure sono emerse dal buio tenendosi per mano, i pugni alzati al cielo in segno di trionfo. “It’s good to be back!” – le parole di “Hello” non erano mai suonate così appropriate. Sembrerebbe che Noel l’abbia scritta nel 1995 appositamente per poterla eseguire 30 anni dopo per aprire il concerto della reunion più attesa della storia del rock.
Ma è stato con “Acquiesce” che la magia si è davvero compiuta. “Because we need each other / we believe in one another”, recitano i versi della canzone. Sentire Noel e Liam cantare insieme questi versi dopo tutti gli schiaffi, le risse, gli insulti pubblici è stato come assistere a una riconciliazione che andava oltre la musica. A guardarli sul palco del Principality Stadium sembrano una cosa sola: si completano a vicenda, così diversi tra loro, uno più introverso e schivo, l’altro più caciarone e divo, ma che avevano bisogno di stare per tutti questi anni lontano l’uno dall’altro per smussare gli angoli dei rispettivi caratteri.

Per oltre due ore, gli Oasis hanno dipinto un affresco perfetto della loro straordinaria carriera. “Morning Glory”, “Some Might Say”, “Cigarettes & Alcohol”, “Fade Away”, “Supersonic”, “Roll With It” – ogni brano è stato accolto come un inno generazionale. La formazione, completata dal bassista Andy Bell e i chitarristi Paul “Bonehead” Arthurs e Gem Archer, ai quali per l’occasione si sono aggiunti i turnisti Joey Waronker e Christian Madden, rispettivamente alla batteria e alle tastiere, ha creato un muro sonoro possente e cristallino che ha riportato le lancette del tempo indietro di trent’anni, ma rivisitando il passato con la maturità dei loro cinquant’anni.
Liam, uno splendido cinquantenne, ha dimostrato di avere ancora la voce graffiante e magnetica che ha conquistato il mondo negli anni ’90. Noel, sempre elegante nella sua maturità, ha guidato la band con la maestria del songwriter geniale che è sempre stato. A metà concerto, quando Noel ha preso il microfono per il suo set acustico con “Talk Tonight”, “Half the World Away” e “Little By Little”, accompagnato anche da una sezione di fiati, l’intensità emotiva ha raggiunto vette incredibili. Prima di “The Masterplan”, Noel ha salutato “tutti i ventenni che non sono mai riusciti a vedere gli Oasis”, sembrando quasi che gli dispiacesse anche a lui di non aver suonato tutti questi anni.
La storia più bella della serata arriva direttamente dalla nostra community di Radio Active 20068. Francesca e Massimiliano (Timido Massi), due fedeli ascoltatori, sono riusciti nell’impresa di aggiudicarsi i biglietti per questo concerto storico. La loro storia d’amore, suggellata dalle fedi nuziali con inciso “Live Forever”, li ha resi così speciali da meritare un’intervista alla BBC.
I momenti più intensi della serata sono stati numerosi: la dedica di “Cast No Shadow” a Richard Ashcroft, che aveva aperto il concerto insieme ai Cast, il tributo commovente a Diogo Jota durante “Live Forever” con la sua foto sullo schermo che ha fatto commuovere tutto lo stadio, e l’ironia tipicamente british di Liam che a metà concerto ha chiesto al pubblico: “È valsa la pena spendere 4000 sterline per essere qui?” ricevendo un boato come risposta. È passato un po’ di tempo dall’inizio del concerto, qualcuno viene portato via dalla barella, forse per il caldo, forse per l’alcol, ma niente poteva rovinare la magia di questa notte storica.
“Live Forever”, dopo due ore di show, ha fatto partire i titoli di coda, prima della chiusura affidata al trittico “Don’t Look Back In Anger”, “Wonderwall” e “Champagne Supernova”. E quando i fratelli si sono abbracciati, seppur timidamente, alla fine dello spettacolo, lo stadio è esploso in un boato che è arrivato fino alle stelle. Davanti ai 75 mila fan di tutte le età che si scatenano sulle note di quegli inni intergenerazionali che hanno consacrato gli Oasis come un fenomeno non solo musicale, ma anche di costume, si è compiuto l’ultimo atto di una dialettica che sembrava impossibile: la sintesi.
Il tour Live ’25 proseguirà stasera con il secondo show a Cardiff, per poi toccare Manchester, Londra, Edimburgo e Dublino. Con 17 show da 1,4 milioni di biglietti venduti e 400 milioni di sterline di incasso solo per il tour britannico, questo tour si candida a essere uno degli eventi musicali più importanti del XXI secolo. La loro pace, che sembrava impensabile e inimmaginabile fino a un anno fa, e che viene suggellata dall’abbraccio finale, è la testimonianza del fatto che non esistono conflitti incessabili.
Cardiff ha assistito a qualcosa di più di un semplice concerto: è stata la testimonianza che la grande musica può davvero vivere per sempre. Gli Oasis non sono solo tornati, sono rinati. E per tutti noi che abbiamo creduto nella magia del rock’n’roll, questa è la prova che i sogni, a volte, si avverano davvero. Basta solo non guardare al passato con rabbia.
Un ringraziamento speciale a Francesca e a Timido Massi per le immagini e i video in anteprima direttamente dal concerto storico di Cardiff!
Radio Active 20068 continuerà a seguire il tour degli Oasis con aggiornamenti e tutto quello che c’è da sapere sul ritorno dei re del Britpop. Stay tuned!
Scritto da: Rossella Rosselli
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