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Il mondo della musica italiana è in lutto. Ornella Vanoni si è spenta nella serata di ieri, 21 novembre, nella sua abitazione di Milano all’età di 91 anni per un arresto cardiocircolatorio. Con lei se ne va una delle voci più iconiche e riconoscibili della canzone d’autore italiana, un’artista che ha attraversato sette decenni di storia musicale con una carriera straordinaria iniziata nel lontano 1956.
I numeri parlano chiaro: oltre 55 milioni di dischi venduti e più di 100 progetti tra album, EP e raccolte, un patrimonio artistico che l’ha consacrata come una delle interpreti più longeve e amate del panorama musicale italiano. La sua voce sofisticata e inconfondibile ha saputo spaziare dalle celebri Canzoni della mala degli esordi – nate dalla collaborazione con Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano – al pop d’autore, dalla bossa nova al jazz, collaborando con giganti della musica come George Benson, Herbie Hancock, Gino Paoli, Lucio Dalla e Fabrizio De André.
Il Festival di Sanremo l’ha vista protagonista per otto edizioni come concorrente, raggiungendo il secondo posto nel 1968 con “Casa bianca” e piazzandosi per tre volte al quarto posto. Nel 1999 è stata la prima artista nella storia del Festival a ricevere il Premio alla Carriera, un riconoscimento che suggellava il suo status di leggenda vivente. L’ultima apparizione in gara risale al 2018 con “Imparare ad amarsi”, quando a 84 anni ha dimostrato ancora una volta una vitalità artistica straordinaria, ricevendo una standing ovation.
Tra i suoi brani più celebri, impossibile dimenticare “Senza fine” – il capolavoro firmato da Gino Paoli che racchiude tutta la poetica del loro intenso sodalizio artistico e personale – “L’appuntamento”, “La musica è finita”, “Tristezza”, “Una ragione di più”. Negli ultimi anni aveva parlato della morte con lucidità e leggerezza, dichiarando:
“Per me la morte è vicina… voglio vivere finché do qualcosa alla vita e la vita dà qualcosa a me”.
Ornella Vanoni lascia un’eredità immensa: non solo una voce e uno stile inimitabili, ma anche una personalità ironica, anticonformista e coraggiosa che ha ispirato generazioni di artisti. Il suo nome resta scolpito tra i pilastri della cultura musicale italiana, un punto di riferimento eterno per la canzone d’autore.

Scritto da: Rossella Rosselli
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