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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Nella puntata di venerdì scorso, il salotto di Rock&Books ha fatto tappa in Sicilia per conoscere una delle realtà più autentiche della scena underground italiana. Ospite Vincenzo Cannizzo, voce e chitarra dei Partinico Rose, un trio che ha costruito il proprio percorso con tenacia, passando dall’autoproduzione del primo disco fino ad arrivare alla storica Earache Records e alle frequenze di BBC Radio 6 con Iggy Pop.
Partinico Rose. Un nome che sembra evocare la Sicilia, ma che nasconde una storia più intima. Vincenzo lo racconta con semplicità: Partinico è il paese d’origine di sua nonna, una donna combattiva che rimase vedova in giovane età con dieci figli da crescere. Rose era il suo nome. “Non si è mai fatta mettere i piedi in testa da nessuno“, spiega Vincenzo, e proprio a lei ha voluto dedicare il nome della band.
La formazione si è consolidata nel 2015 a Ragusa con tre musicisti di lunga esperienza: Vincenzo Cannizzo alla voce e chitarra, Massimo Russo al basso e Carlo Schembari a batteria e synth. Tre storie musicali che si intrecciano, provenienti da progetti come The Starks, Carnivalence e Fun Terrible. Oggi l’80% della band vive a Milano, mentre Massimo è rimasto a Ragusa, mantenendo vivo quel legame con le radici che per i Partinico Rose non è mai venuto meno.
Il primo album, Songs of Sad and Angry People, esce nel 2019 in autoproduzione. Tre giorni di registrazione in uno studio della provincia di Catania, budget ridotto, ma tanta urgenza espressiva. Il disco mostra influenze dark e post-punk: Cure, Bauhaus, Sisters of Mercy. Vincenzo ammette che nasceva da un periodo personale difficile, e questo si sentiva nelle atmosfere cupe, nei testi carichi di emozioni contrastanti. “È un album di esordio, ci sono belle canzoni ma anche ingenuità che potevamo evitare”, racconta con onestà.
Però c’era qualcosa che iniziava a stargli stretto: le recensioni continuavano ad affibbiargli paragoni con Robert Smith e quella etichetta post-punk che negli anni ’90, quando loro sono cresciuti musicalmente, non si usava nemmeno. “Si parlava di new wave, di musica alternativa, mai di post-punk”, precisa. E poi c’erano le radici vere: Nirvana, Soundgarden, tutto il grunge di Seattle che aveva formato la loro identità musicale.
Così arriva Undeclinable Waves nel 2024, un disco nato durante il lockdown. Vincenzo, Massimo e Carlo si vedevano in sala prove per suonare, avevano bisogno di scrollarsi di dosso quella visione troppo oscura. Il secondo album abbraccia sonorità più vicine agli anni ’90, guitarroni grunge, feedback controllato. È un album più maturo, più consapevole di quello che la band voleva essere veramente.
Le registrazioni si svolgono al Sotto il Mare Studio con Luca Tacconi, lo stesso studio dove Steve Albini aveva lavorato con i Uzeda. Una settimana su nastro, metodologia analogica, per tirare fuori il vero sound. “Luca ci ha tirato fuori quello che volevamo fare davvero”, spiega Vincenzo, consigliando a tutti i musicisti di passare da quello studio.
I testi di Undeclinable Waves affrontano temi pesanti: la violenza domestica durante il lockdown in Sweetness in Misery, le morti sul lavoro, la competizione feroce, l’alienazione della privazione della libertà. Vincenzo racconta di essere rimasto colpito da un articolo su un episodio di violenza avvenuto durante la pandemia, e da lì è nata la canzone. Temi che anticipavano quello che poi sarebbe diventato tragicamente attuale.
Il percorso dei Partinico Rose non è stato una strada dritta. Dopo l’autoproduzione del primo album, arriva il contratto con la Golden Robot Records australiana. Sono la prima band italiana dell’etichetta, ma le cose non vanno come sperato. Dopo due singoli, il progetto si interrompe e loro si ritrovano di nuovo da soli.
Ma non si arrendono. Mandano il mastering del secondo album alla Earache Records, etichetta storica del metal inglese (Napalm Death, Carcass, Morbid Angel) che negli anni si è aperta anche al rock alternativo. A loro piace il sound e propongono di far uscire Undeclinable Waves in digitale. Il vinile arriva sei mesi dopo, sempre marchiato Earache. “Di strada ancora ne dobbiamo fare, ma un po’ di soddisfazione ce ne siamo presi”, commenta Vincenzo.
Però l’episodio più straordinario arriva nel giugno 2024. Vincenzo è un fan del programma di Iggy Pop su BBC Radio 6, lo ascolta ogni domenica. Nota che Iggy manda in onda band sconosciute da tutto il mondo: Polonia, Australia, Giappone, anche band italiane come PC, Letters, New Candys. E allora si chiede: perché non provarci?
Cerca il contatto del direttore del programma, gli scrive una mail spiegando che i Partinico Rose erano già stati trasmessi da un altro DJ della BBC. Passa il brano a Iggy, che lo ascolterà se gli piace. Altrimenti niente. Sette mesi di attesa, poi il miracolo: Iggy Pop seleziona la loro canzone, la manda in onda e li ringrazia personalmente.
“La felicità è stata estrema“, racconta Vincenzo nell’intervista. “Anche se purtroppo tutti i presunti agenti di booking guardano queste cose e dicono ‘guardate che ci ha mandato Iggy Pop’, ma poi non succede niente. Trovare un manager, trovare un’agenzia, per noi rimane sempre uno scoglio da superare.”

Nell’intervista emerge anche uno spaccato della scena musicale siciliana che vale la pena raccontare. Vincenzo ricorda che negli anni ’90 a Ragusa c’era un fermento musicale fortissimo, quasi paragonabile a quello di Milano. Tante band, strutture che permettevano di suonare, un movimento vivo e autentico.
Poi è arrivato il 2000, la crisi economica, l’emigrazione. Le persone hanno iniziato ad andarsene, i locali hanno chiuso, le band si sono sciolte. “Siamo rimasti in pochi”, racconta. Ma la passione per la musica non è mai morta del tutto, anche se il movimento si è ridotto. “Non siamo diventati famosi come Manchester o Seattle, ma a Ragusa si è sempre suonato, questo posso confermarlo.”
Questa è solo una parte della storia. Nell’intervista completa trasmessa da Rock&Books ci sono molti altri dettagli: le influenze musicali (Jesus and Mary Chain, Killing Joke, Bauhaus), il rapporto complicato con le etichette, il significato profondo dei testi, la scelta di lavorare in analogico quando tutti vanno di digitale, i progetti futuri.
Recupera la puntata in formato podcast per ascoltare tutta la conversazione con Vincenzo Cannizzo e scoprire la storia completa di un trio che continua a fare musica per passione, senza scendere a compromessi, tra il profondo sud e Milano, tra autoproduzione e riconoscimenti internazionali.
Rock&Books va in onda ogni venerdì su Radio Active 20068 ed è disponibile in podcast su tutte le piattaforme.
Scritto da: Rossella Rosselli
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today25 Maggio 2026 53 36
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