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Festival in streaming: il futuro della musica live è globale

today20 Maggio 2026 12

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L’accordo tra Live Nation e Disney+ per trasmettere in tutto il mondo Lollapalooza, Bonnaroo e Austin City Limits segna una svolta nel modo in cui viviamo i grandi eventi musicali. Milioni di persone già seguono il Coachella e altri festival in tempo reale: il confine tra live e digitale non esiste più.

Fino a qualche anno fa, o c’eri o non c’eri. Il festival era un’esperienza fisica, irripetibile, impossibile da replicare sul divano di casa. Qualche bootleg sgranato, qualche video fatto di straforo, i racconti di chi c’era. Oggi non funziona più così, e l’accordo appena annunciato tra Live Nation e Disney+ lo conferma con forza: i grandi festival musicali stanno diventando eventi globali, vissuti in tempo reale da milioni di persone sparse in tutto il mondo.

Disney+, che già in passato ha ospitato concerti e documentari musicali — dall’Eras Tour di Taylor Swift ai live di Elton John — fa ora un passo ulteriore: trasmetterà in diretta internazionale il Bonnaroo (11-14 giugno, Manchester, Tennessee), il Lollapalooza (30 luglio-2 agosto, Chicago) e l’Austin City Limits (2-4 ottobre). Lo farà in tandem con Hulu, che da sei anni è partner ufficiale dei festival Live Nation per gli Stati Uniti, ampliando per la prima volta la copertura a livello mondiale. Non si tratterà di semplici dirette: ogni festival avrà un proprio studio on-site — il “Live Set” — con interviste agli artisti e contenuti backstage prodotti appositamente per la piattaforma.

Kevin Chernett, EVP e Head of Global Media Partnerships di Live Nation, ha sintetizzato bene la filosofia dietro questa operazione: i festival, un tempo esperienze riservate a chi poteva essere fisicamente presente, «stanno diventando momenti live globali che i fan vogliono vivere insieme e in tempo reale, ovunque si trovino nel mondo». Una frase che vale come manifesto di un’intera tendenza.

Non è una novità assoluta, ma una tendenza che accelera. Il Coachella su YouTube è ormai un appuntamento fisso — con sette palchi trasmessi in simultanea — e ha macinato record su record fin dalla diretta del concerto di Beyoncé nel 2018. Il Tomorrowland ha totalizzato 74 milioni di visitatori unici sui suoi livestream di TikTok, con quasi 2,5 miliardi di visualizzazioni sull’hashtag dedicato. Amazon Music ha trasmesso il Primavera Sound, lo Stagecoach e il Fuji Rock Festival. La BBC copre Glastonbury ogni anno. Il modello vincente, come dimostrano questi numeri, non è il concerto in streaming prodotto ad hoc — esperimento che il Covid ha testato e il pubblico ha rapidamente abbandonato una volta tornata la libertà di stare insieme — ma la trasposizione digitale di eventi reali già dotati di una loro identità, attrazione e massa critica di fan.

Il punto chiave è proprio questo: il livestreaming non sostituisce il festival, lo moltiplica. Chi è nel fango di Manchester o sotto il sole di Chicago vive un’esperienza irriproducibile. Chi guarda da casa a Tokyo, a Milano o a Buenos Aires è comunque parte di qualcosa, commenta in tempo reale, condivide i momenti, alimenta il flusso social che dà a quegli stessi artisti una visibilità globale impensabile anche solo dieci anni fa. Il successo di una performance non si misura più solo con i biglietti staccati, ma con le visualizzazioni, le clip spillolate, i commenti sui social nelle ore successive.

L’accordo Disney+/Live Nation arriva anche in un momento strategico per la piattaforma, che punta a una piena integrazione con Hulu entro la fine del 2026. I festival diventano così un contenuto premium, capace di attrarre abbonati e generare attenzione globale. Un festival è già prodotto, già confezionato, già amato: per le piattaforme, è un affare. Per gli artisti, è palcoscenico mondiale. Per i fan, è la promessa che nessuno show, da nessuna parte, sarà mai davvero irraggiungibile.

Eventi Live streaming

Scritto da: Rossella Rosselli

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