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NEW YORK, NY - APRIL 25: Ozzy Osbourne visits the Tribeca Film Festival 2011 portrait studio on April 25, 2011 in New York City. (Photo by Larry Busacca/Getty Images for Tribeca Film Festival)
È passato esattamente un anno dal 22 luglio 2025, il giorno in cui il mondo della musica ha perso Ozzy Osbourne. Il cantante aveva 76 anni e da tempo combatteva contro il morbo di Parkinson, malattia diagnosticata nel 2019. Se n’è andato a meno di tre settimane da quello che si è rivelato il suo ultimo, definitivo saluto al pubblico.
Oggi, nel giorno del primo anniversario, Birmingham lo ricorda come solo la sua città natale poteva fare.
Il 5 luglio 2025, allo stadio Villa Park di Birmingham, 40.000 persone si sono radunate per ascoltare per l’ultima volta la voce del Principe delle Tenebre, in un evento nato per chiudere il cerchio proprio nel luogo dove tutto era cominciato nel 1968. I biglietti, venduti fino a tremila euro l’uno, sono andati esauriti in 16 minuti, mentre milioni di spettatori si sono collegati allo streaming globale in oltre 40 paesi.
Sul palco si sono alternati alcuni dei nomi più grandi del metal mondiale: Metallica, Guns N’ Roses, Slayer, Tool, Gojira, Anthrax, Lamb Of God, Halestorm, Alice In Chains, Mastodon e Rival Sons, sotto la direzione musicale di Tom Morello. Nessuno di loro ha percepito un cachet per la partecipazione.
Ozzy è arrivato seduto sul suo iconico trono nero sormontato da un pipistrello, avvolto in un lungo cappotto di pelle, per intonare brani immortali come “I Don’t Know”, “Mr. Crowley” e “Suicide Solution”, fino a chiudere con la voce rotta dall’emozione su “Mama I’m Coming Home”.
L’evento non è stato solo un addio musicale, ma anche il concerto benefico più redditizio di sempre: quasi 6 milioni di persone lo hanno seguito in streaming, contribuendo a una raccolta di 190 milioni di dollari, suddivisi tra Birmingham Children’s Hospital, Acorn Children’s Hospice e Cure Parkinson’s, l’associazione dedicata proprio alla malattia che lo affliggeva.
A un anno esatto da quella serata, e dalla scomparsa arrivata pochi giorni dopo, Birmingham organizza oggi una giornata interamente dedicata a Ozzy Osbourne, con musica, proiezioni e festeggiamenti gratuiti.
Il programma è ricco: dal Black Sabbath Trail alle esibizioni della Bostin Brass e della City of Birmingham Symphony Orchestra, fino alla mostra “Ozzy Osbourne: Working Class Hero”, che include tra i pezzi esposti proprio il trono utilizzato durante lo storico concerto d’addio. I fan potranno anche lasciare un messaggio in un libro commemorativo e ripercorrere i luoghi in cui tutto è iniziato.
Intervistata dalla BBC Radio WM, Sharon Osbourne ha scelto di ricordare il marito lontano dalla retorica: “Vorrei che la gente ricordasse quanto fosse divertente: divertente, carismatico e autentico”, ha detto, trattenendo a fatica l’emozione. Sulla scelta della città per la celebrazione non ha dubbi: l’Ozzy Day non potrebbe funzionare da nessun’altra parte, perché amava Birmingham ed era orgoglioso di esserne originario.
Anche la figlia Kelly ha voluto condividere un pensiero pubblico, affidando a Instagram una lunga riflessione su come il dolore cambi chi resta. Un passaggio in particolare restituisce la profondità di quel lutto: l’idea che il dolore più difficile non sia rimpiangere chi non c’è più, ma svegliarsi ogni giorno desiderando la versione di sé che è morta insieme a quella persona.
Sharon, intanto, guarda già avanti: ha annunciato il ritorno di Ozzfest nel 2027, ancora una volta a Villa Park, con l’obiettivo dichiarato di scoprire nuovi talenti, perché “è quello che Ozzy avrebbe voluto”.
Nato il 3 dicembre 1948 ad Aston, quartiere operaio di Birmingham, John Michael Osbourne è cresciuto tra difficoltà economiche, dislessia e balbuzie, prima di diventare l’uomo che ha dato voce e immagine a un intero genere musicale prima inesistente. Il successo è arrivato di pari passo con gli eccessi: alcol, droghe e provocazioni lo hanno trasformato nell’incarnazione stessa del rock maledetto, tra episodi entrati nella leggenda come il morso alla testa del pipistrello durante un concerto, che lui pensava fosse finto.
Allontanato dai Black Sabbath nel 1979 per i suoi problemi di dipendenza, quello che sembrava un epilogo si è rivelato l’inizio di una seconda vita: con il sostegno di Sharon Arden, che sarebbe diventata sua moglie e figura chiave della sua rinascita artistica, ha costruito una carriera solista straordinaria, arrivando anche al grande pubblico grazie al reality “The Osbournes” su MTV.
A un anno dalla sua scomparsa, Ozzy continua a vivere dove è sempre stato più forte: nella musica, nel genere che ha cambiato la storia del rock e nei milioni di fan che ancora alzano il volume per sentirlo vicino.

Scritto da: Rossella Rosselli
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