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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Era il 1998 quando “Solo una volta” conquistava le radio italiane. Oggi, ventisei anni dopo, quella stessa melodia torna con la voce di Clementino che si intreccia alle corde della chitarra di Alex Britti, trasformando “Solo una volta” in un dialogo tra generazioni che suona sorprendentemente naturale e improvvisamente capisci che alcune canzoni sono destinate a vivere più vite.
Il secondo capitolo del progetto Feat.Pop – dopo l’esperimento riuscito con Marco Mengoni su “Oggi sono io” – porta con sé quella curiosità genuina che contraddistingue i musicisti veri: cosa succede se la mia chitarra incontra le tue barre? Se la mia melodia si intreccia con il tuo flow?
“Solo una volta” non è un brano qualsiasi nella discografia di Britti. È il pezzo che nel 1998 ha consolidato la sua identità artistica, quella sintesi perfetta tra blues d’importazione e cantautorato nostrano che lo ha reso unico nel panorama italiano. Riprendere in mano questo classico certificato platino significava confrontarsi con un pezzo di storia personale e collettiva.
Clementino, dal canto suo, porta nel progetto tutta la sua esperienza di storyteller urbano, quella capacità di trasformare le parole in immagini che ha fatto di lui uno dei rapper più rispettati della scena italiana. Il risultato è una versione che non tradisce l’originale ma la arricchisce, come se quei versi d’amore avessero trovato una nuova voce per raccontarsi.
La collaborazione è stata prodotta insieme a LDO, producer napoletano che ha saputo cucire insieme le due anime del brano senza forzature. Non c’è stata sovrapposizione, ma dialogo. Le corde di Britti lasciano spazio alle parole di Clementino, che a sua volta rispetta gli spazi melodici della canzone originale.
“Clemente è un artista che stimo profondamente“, racconta Britti, e si sente. Non c’è l’artificiosità di molte collaborazioni di oggi, quella sensazione di marketing travestito da musica. Qui c’è la voglia genuina di due musicisti di mettersi in gioco insieme.
Il progetto Feat.Pop si sta rivelando molto più di un’operazione nostalgia. È un modo intelligente di guardare al proprio passato artistico con occhi nuovi, di far dialogare l’album “It.Pop” – quel disco cult che ha lanciato Britti nel 1998 – con la musica di oggi.
L’appuntamento del 22 giugno alle Terme di Caracalla promette di essere qualcosa di speciale. Non solo per la location mozzafiato, ma per l’idea stessa: celebrare un album storico attraverso collaborazioni inedite, portando sul palco quella stessa energia creativa che stiamo sentendo nei singoli.
Mentre aspettiamo l’evento romano, Britti continuerà a girare l’Italia per tutta l’estate. Dal Nord al Sud, dalle piazze storiche ai festival estivi, porterà quella sua capacità unica di far cantare insieme “Gelido” e “7000 caffè” a generazioni diverse di ascoltatori.
Perché alla fine, al di là delle collaborazioni e dei featuring, resta la sostanza: Alex Britti è uno di quegli artisti che sa ancora cosa significa stare su un palco e far vibrare le corde – quelle della chitarra e quelle del cuore del pubblico. E questo, in un’epoca di musica liquida e playlist infinite, ha ancora un valore inestimabile.
Il progetto Feat.Pop ci sta dimostrando che guardare indietro non significa necessariamente essere nostalgici. Significa riconoscere il valore di quello che si è costruito e avere il coraggio di metterlo in discussione, di lasciare che altri artisti ci aggiungano la loro voce. E quando funziona, come in questo caso, il risultato è pura magia musicale.

Scritto da: Rossella Rosselli
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