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Amori e Memorie

today14 Febbraio 2026 31 5

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L’arte di ricordare, l’arte di amare

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda – e come la si ricorda, per raccontarla.”

Una frase che sembra scritta apposta per il giorno di San Valentino, perché in fondo l’amore – più che nei gesti – vive nella memoria e nelle storie che scegliamo di raccontare.

La puntata di ieri sera di Ora d’Arte, in diretta su RadioActive 20068, è stata un viaggio dentro questo territorio fragile e potentissimo: quello degli amori che restano – anche quando finiscono – anche quando non iniziano mai davvero.

E mentre la nostra radio spegneva le sue prime sei candeline – nata sei anni fa in un tempo di silenzio e distanza, quando bastava una canzone per sentirsi meno soli – abbiamo scelto, ancora una volta, di lasciarci trasportare dalle vibrazioni dell’Arte.

Dalle chitarre di Seattle ai Caraibi

La serata si è aperta con Call me a dog, dei Temple of the dog – un brano scritto da Chris Cornell come confessione emotiva, tra dipendenza, vulnerabilità e amore non corrisposto. Una dedica all’amico Andrew Wood, scomparso troppo presto.

Non una semplice canzone, ma una porta d’ingresso nel cuore dell’episodio: “Amori e Memorie”.

Da lì, il viaggio ci ha portati lontano. In una terra che profuma di pioggia e racconti sussurrati nelle verande: la Colombia.

Gabriel García Márquez: il custode della memoria

Il protagonista della serata non era una rockstar, ma uno scrittore capace di trasformare la memoria in mito: Gabriel García Márquez.

Nato ad Aracataca nel 1927, cresciuto tra superstizioni, nonne narratrici e silenzi carichi di significato, García Márquez ha insegnato al mondo che la realtà – se osservata abbastanza a lungo – diventa magia.

Giornalista, viaggiatore, intellettuale, Premio Nobel per la Letteratura nel 1982, ha scritto il suo capolavoro tra sacrifici economici e ostinazione visionaria. Per diciotto mesi, lui e la moglie Mercedes, vissero quasi in rovina, poi, la svolta: il primo vero manoscritto di Garcia Marquez – tra dubbi e perplessità – venne finalmente pubblicato, cambiando, di fatto, la storia della letteratura.

Quel libro era “Cent’anni di solitudine”.

Macondo: il luogo dove il tempo gira in cerchio

In diretta abbiamo fatto tappa a Macondo, il villaggio immaginario dove si muove la famiglia Buendía. Un luogo che non esiste sulle mappe, ma esiste in chiunque abbia conosciuto la nostalgia.

A Macondo, il tempo non scorre, ritorna – i nomi si ripetono – gli errori si ereditano – l’amore non salva e spesso ferisce.

Qui l’assurdo è naturale. Una ragazza può salire in cielo mentre stende le lenzuola e nessuno grida al miracolo. Perché il vero segreto del realismo, diceva Márquez, non è l’evento straordinario, ma il tono con cui lo racconti.

E al centro di tutto c’è l’amore.

Non quello rassicurante delle favole, ma quello imperfetto, trattenuto, ossessivo, talvolta sbagliato. Un amore che spesso non è l’opposto della solitudine – ma la sua causa.

L’amore che resiste al tempo

Non poteva mancare un accenno a “L’amore ai tempi del colera”, forse il romanzo più emblematico per il Valentine’s Day.

Una storia lunga oltre cinquant’anni. Un amore che non muore, ma si trasforma, che attraversa la giovinezza, la maturità, la vecchiaia, che sopravvive alle illusioni romantiche per diventare qualcosa di più consapevole, più fragile, ma forse più vero.

E poi l’ultimo romanzo, “Memoria de mis putas tristes”, dove un novantenne scopre, sul confine della vita, la tenerezza per la prima volta. Non il desiderio, ma la vulnerabilità. Non il possesso, ma la scoperta.

Un’opera controversa, intensa, che parla di vecchiaia, memoria, rimpianto – e di come l’amore possa arrivare quando non lo si aspetta più.

Arte come rivoluzione gentile

In una settimana segnata da notizie dure – tra politica, élite, violenze e ombre difficili persino da immaginare – abbiamo scelto ancora una volta la nostra forma di rivoluzione pacifica: l’arte.

Perché una radio non è fatta solo di onde: È fatta di legàmi.

E la nostra Radio Active 20068, è nata come una piccola luce in un momento buio. Oggi è un faro alimentato dalle vostre voci, dai messaggi, dalle condivisioni. E ieri sera, tra un brano degli Alice in Chains, uno dei The Rolling Stones e l’energia dei Queens of the Stone Age, abbiamo ricordato, che raccontare, è anche un atto di resistenza.

San Valentino

A chi è innamorato, auguriamo di custodire le proprie storie come pagine preziose, a chi non lo è, ricordiamo che la libertà è un’altra forma d’amore – forse, la più necessaria.

Perché, come ci ha insegnato García Márquez, la vita non è solo ciò che accade: È ciò che scegliamo di ricordare e la passione con cui lo raccontiamo.

Noi continueremo a farlo, ogni venerdì alle 21, in diretta, e come sempre, con tutti voi.

Scritto da: Danny2.0

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