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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Un viaggio attraverso quelle zone d’ombra che ogni essere umano, prima o poi, si trova a dover attraversare.
Non è un grido, ma un canto sommesso, non è un’analisi, ma una testimonianza.
Quando ho deciso di scendere all’inferno, mi aspettavo solo fiamme, urla e dannati. Credevo di incontrare mostri, catene o punizioni eterne. Invece l’inferno mi ha accolto in silenzio nel suo palazzo: un palazzo immenso e fin troppo sfarzoso ed elegante.
Mi hanno accolto uomini in giacca e cravatta, impeccabili, ma con sguardi spenti e voci educate.
Ho camminato tra i corridori del privilegio e del nulla, tra opere d’arte inchiodate alle pareti come trofei, come se bellezza e ricchezza, potessero giustificare tutto.
Mi parlavano con parole misurate, ma ogni frase era una maschera, ogni gesto, un rituale. Più osservavo, più capivo: l’inferno non è fuoco, ma forma, non è urlo, ma silenzio, non è un tormento visibile, ma anestesia emotiva.
Un mondo che trama alle spalle della terra, per occuparla e dominarla attraverso la menzogna e strategie curate in ogni minimo dettaglio.
Ho riscoperto la corruzione del genere umano, che per smania di ricchezza e potere, è disposto a trattare e scendere a compromessi sacrificando i propri simili. Sono arrivato infine ad una conclusione che mi si è palesata chiara come acqua cristallina: l’inferno e la terra, dopo tutto, si assomigliano terribilmente.
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Scritto da: Danny2.0
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