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Musicali

FURÈSTA: il nuovo album di LA NIÑA

today25 Marzo 2025 230 11 4

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Napoli ha sempre avuto una voce potente, ma raramente questa voce ha trovato un’interprete tanto unica e visionaria come LA NIÑA. Al secolo Carola Moccia, la cantautrice, musicista e performer partenopea classe 1991 ha pubblicato oggi il suo nuovo album “FURÈSTA” per BMG, un’opera che si presenta come un vero e proprio atto d’amore verso la cultura napoletana, reinterpretata attraverso una sensibilità contemporanea e sperimentale.

Tra tradizione e innovazione: un dialogo necessario

“FURÈSTA” non è un semplice disco, ma un progetto che affonda le radici nella tradizione della musica popolare napoletana per trasformarla in qualcosa di completamente nuovo. La Moccia mette da parte l’espressione individuale tipica del cantautorato per abbracciare una dimensione corale e collettiva, facendosi portavoce di urgenze che trascendono il personale.

L’artista, affiancata dal produttore e polistrumentista Alfredo Maddaluno, ha costruito dieci tracce che esplorano tematiche profonde: dalla critica ai processi che consumano e impoveriscono Napoli (“Guapparìa”), alla condizione femminile nella società contemporanea (“Figlia d”a Tempesta”), fino a riflessioni filosofiche sulla guerra e sulla fragilità umana (“Sanghe”, con Abdullah Miniawy).

Un’orchestra di suoni antichi e futuristici

Ciò che rende “FURÈSTA” un’opera straordinaria è la ricerca sonora che permea ogni brano. In “O ballo d’ ‘e ‘mpennate”, LA NIÑA costruisce ritmi primitivi utilizzando esclusivamente suoni di zoccoli di cavalli, creando un’atmosfera organica e rituale. In “Tremm'” (con KUKII), si ispira al bradisismo di Pozzuoli, utilizzando tamburi a pelli poco tese e una tammurriata distorta per evocare i boati del terremoto. Particolare è anche l’utilizzo dei propri capelli per creare un effetto di fruscio sui tamburi.

Il brano “Mammama‘” – anticipato come singolo nella versione live session at Auditorium 900 – rappresenta forse l’essenza più pura del progetto: un pezzo unicamente vocale in cui LA NIÑA esplora il potere della voce nuda e cruda, senza alcun supporto strumentale, raccontando una storia autobiografica di abusi verbali e manipolazioni.

Una poesia viscerale e autentica

Il dialetto napoletano si rivela, nelle mani di LA NIÑA, uno strumento potentissimo per esprimere emozioni intense. In “Oinè”, l’artista mette in scena un confronto tra un gatto e un serpente con un linguaggio crudo che richiama le moresche e le poesie oscene di Ferdinando Russo. In “Ahi!”, unico pezzo d’amore dell’album, esplora le pene sentimentali con influenze latinoamericane, creando un lamento dolce e doloroso che affonda nella tradizione napoletana ma dialoga con sonorità lontane.

Particolarmente significativo è “Figlia d”a Tempesta”, un brano esplicito e fortemente schierato che affronta la condizione della donna nella società con una rabbia viscerale. Non una consolazione, ma una rivolta cantata, un’accusa diretta contro un sistema oppressivo, arricchita da strumenti tradizionali come la chitarra battente, il clavicembalo e il mandolino.

Collaborazioni che trascendono i confini

L’impianto corale del disco è enfatizzato dalle collaborazioni internazionali: KUKII, cantante e produttrice egiziano-iraniana, e Abdullah Miniawy, poliedrico artista egiziano emigrato a Parigi durante la Primavera Araba. Proprio con quest’ultimo, in “Sanghe”, LA NIÑA intreccia dialetto napoletano e arabo in un dialogo sonoro che esplora filosoficamente il tema della guerra, privilegiando l’assonanza delle parole prima ancora della loro comprensione.

Un finale che apre alla speranza

Nonostante le tematiche spesso cupe, l’album si chiude con “Pica Pica”, brano ispirato alla gazza ladra che assume un carattere onirico. Gli uccelli sembrano dialogare con l’artista, invitandola a volare via con loro, ma il testo sottolinea il limite umano: “Io non tengo piuma, tengo solo mano”. Eppure, il coro finale è sorprendentemente speranzoso, con gli uccelli che rassicurano la protagonista: “Non è l’ultimo giorno che canterai”.

L’album si conclude con una lunga registrazione ambientale delle gazze ladre, tracciando un’eco di libertà e continuità nel tempo che lascia la porta aperta a futuri sviluppi della ricerca artistica di LA NIÑA.

“FURÈSTA” è disponibile da oggi, venerdì 21 marzo, in vinile trasparente in edizione limitata e numerata (con traccia bonus) e CD. L’artista presenterà l’album in occasione di sei instore, tra cui le date già sold out a Napoli (Museo Madre, 23 marzo) e Roma (Officina Pasolini, 26 marzo), prima di intraprendere un tour di cui verranno presto annunciati i dettagli.

Scritto da: Rossella Rosselli

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