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Il festival più iconico del Regno Unito si chiude con il botto: dalle controversie di Neil Young ai duetti stellari di Olivia Rodrigo
Dal 25 al 29 giugno 2025, Worthy Farm ha ospitato l’ultima edizione di Glastonbury prima del tradizionale anno di pausa previsto per il 2026. Un festival che passerà alla storia non solo per la sua lineup stellare, ma anche per le polemiche e i momenti indimenticabili che lo hanno caratterizzato.
Il Pyramid Stage ha visto alternarsi tre generazioni diverse di musica: The 1975 hanno aperto le danze venerdì sera con il loro sound indie-rock, mentre sabato Neil Young con i Chrome Hearts ha portato la sua leggendaria autenticità folk-rock. A chiudere domenica sera è stata Olivia Rodrigo, confermando il passaggio di testimone verso le nuove star del pop.
L’Other Stage non è stato da meno: Loyle Carner venerdì, Charli XCX sabato sera con il suo fenomeno “BRAT”, e The Prodigy domenica hanno offerto un contrappunto elettronico e urban perfetto.
Il momento più controverso del festival ha riguardato Neil Young. A gennaio, il cantautore canadese aveva clamorosamente abbandonato il festival accusando la partnership con la BBC di aver trasformato Glastonbury in “un festival sotto controllo corporativo”.
“Ci hanno detto che la BBC era ora partner di Glastonbury e voleva che facessimo molte cose in un modo che non ci interessava”, aveva scritto Young sul suo sito, definendo il festival “uno spegnimento corporativo”.
Dopo aver fatto marcia indietro pochi giorni dopo, citando “un errore nelle informazioni ricevute”, la disputa è continuata fino all’ultimo momento. Inizialmente la BBC aveva confermato che non avrebbe trasmesso il suo set “su richiesta dell’artista”, per poi trovare un accordo dell’ultima ora che ha permesso la messa in onda.
Il momento più toccante del festival è arrivato domenica pomeriggio con Rod Stewart nel leggendario Sunday Legends Slot. A 80 anni, Sir Rod ha dimostrato di avere ancora tutto il carisma e l’energia che lo hanno reso una leggenda.
Il set, durato 90 minuti (tempo che Stewart aveva “implorato” di ottenere), è stato un tripudio di hit che hanno attraversato cinque decenni di musica: da “Maggie May” a “Do Ya Think I’m Sexy?”, passando per “Sailing” e “The First Cut Is The Deepest”.
I momenti più emozionanti:
Stewart ha anche dedicato “Love Train” all’Ucraina, confermando il suo sostegno al paese in guerra dal 2022.
La chiusura di Glastonbury 2025 è stata affidata a Olivia Rodrigo, che ha trasformato il suo debutto come headliner in un momento di pura magia. La 22enne americana, già presente al festival nel 2022 sull’Other Stage, è tornata da vera star globale.
Il momento clou: l’incredibile duetto con Robert Smith dei The Cure su “Friday I’m in Love” e “Just Like Heaven”. Rodrigo ha descritto Smith come “forse il miglior songwriter uscito dall’Inghilterra”, regalando uno dei momenti più emozionanti del weekend.
Il set di 90 minuti ha spaziato tra i suoi due album “Sour” e “Guts”, confermando la sua capacità di unire vulnerabilità e energia punk in hit come “Drivers License”, “Good 4 U” e “Vampire”.
Un momento dolce è arrivato quando ha dedicato “So American” al fidanzato Louis Partridge, presente backstage.
Glastonbury 2025 non è stato immune dalle tensioni politiche:
Glastonbury 2025 è stato l’ultimo festival prima del fallow year 2026, una pausa necessaria per permettere alla terra di Worthy Farm di riprendersi. Il prossimo Glastonbury si terrà nel 2027, lasciando i fan con ricordi indelebili di un’edizione che ha saputo mescolare leggenda, controversia e pura magia musicale.
Con oltre 210.000 partecipanti e più di 3.000 performance su decine di palchi, Glastonbury 2025 ha confermato ancora una volta perché sia considerato il festival musicale più importante al mondo.
E voi siete andati?
Ci diamo appuntamento al 2027!
Scritto da: Rossella Rosselli
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