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L’attesa è finita: oggi 25 settembre è uscito in digitale “Il Male”, il nuovo album degli Zen Circus. Domani, 26 settembre, sarà disponibile in formato fisico per Carosello Records. Un lavoro crudo, diretto e politicamente consapevole che segna il ritorno alle origini rock della band pisana.
Dopo tre anni dall’ultimo lavoro discografico, Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano “Ufo” Schiavelli tornano con il loro tredicesimo album in studio, un’opera che affronta senza sconti il tema del dolore nelle sue molteplici forme e che la critica già definisce come “uno dei dischi migliori” della band e “il disco più politico almeno dai tempi di Andate tutti affanculo”.
“Il Male è ovunque. Ma cosa è? Il dolore fisico, una malattia? Cattiveria gratuita? Un tratto naturale umano? Sofferenza? La contrapposizione al bene?” – è così che la band introduce le undici tracce che compongono questo nuovo lavoro. Un album che si sviluppa intorno all’idea del “male” come grande argomento “rimosso”, allontanato dalla narrazione artistica, intellettuale e colloquiale, scacciato in favore della retorica.
Come sottolinea Andrea Appino: “E per questo motivo il male oggi sembra sempre più normale, spaventoso, profondo”. In un presente dominato dall’apparenza che offre risposte facili e poche domande, in cui siamo spinti a nascondere le fragilità dietro immagini perfette e artificiali, si profila un futuro in cui frustrazione, rabbia e odio rischiano di diventare la norma nei rapporti e nella vita quotidiana.
Insieme all’uscita digitale dell’album, è stato pubblicato anche il video di “Meglio di niente“, focus track che racconta la zona grigia delle separazioni: case che si svuotano, oggetti che diventano memoria e un ritornello immediato, capace di trasformare la malinconia in canto collettivo. “Anche il fallimento di una relazione fa male – spiegano gli Zen Circus – forse ancora di più quando non se ne capisce il motivo. Appino questa canzone l’ha letteralmente sognata, come McCartney con Yesterday, e ha sentito il bisogno di metterlo nero su bianco”.
A livello stilistico, “Il Male” segna un ritorno deciso alla vecchia anima rock degli Zen Circus. Come ha spiegato Andrea Appino: “L’unica cosa che ci siamo detti prima di lavorarci è stata: perché non si fa un disco alla vecchia maniera, si sta in sala proves per due anni e poi registriamo? E così è stato. Stavolta ci sembrava giusto che fosse tutto il più semplificato possibile: noi tre nello studio di registrazione che ho qui a casa mia, a Livorno, e basta. Un disco suonato, senza intonare niente”.
Nelle liriche affiorano pesantissime critiche alla “società dello spettacolo”, filtrate da ironia e senso del paradosso. Tra i momenti simbolo spicca “Virale”, che mette a fuoco l’ossessione per visibilità e format, mentre “Vecchie troie” è una riflessione senza sconti sullo sguardo della Generazione X, oscillando tra orgoglio, frustrazione e nostalgia.
A precedere l’uscita dell’album, quattro brani con videoclip ufficiali:
“È solo un momento” – uscito a maggio, il primo assaggio che ha rivelato la direzione del nuovo lavoro, con un videoclip diretto da Mòndeis che cattura la potenza esplosiva della band.
“Miao” – il secondo estratto, una lettera, anzi un vero e proprio carteggio iniziato nel 2016, prosecuzione del tema lanciato da “Ilenia”.
“Un milione di anni” – una ballad rock che cresce nel dialogo tra chitarra e voce fino a esplodere in un’intensità corale. La band si interroga: “Cosa potrebbero capire di noi gli archeologi di un futuro lontanissimo? Fra un milione di anni l’essere umano proverà ancora dolore?”.
“Meglio di niente” – la focus track uscita oggi insieme all’album, che Appino ha letteralmente sognato.
Ad arricchire il racconto artistico dell’album c’è una tavola originale, il “Malefico Presente”, firmata da Enzo Sferra, storico illustratore della rivista satirica “Il Male”, nata nel 1978 e diventata simbolo di un approccio irriverente e anarchico alla critica politico-sociale. L’opera intreccia allegorie e citazioni che uniscono la satira dissacrante di Sferra all’attitudine ribelle e poetica del gruppo.
Come ha raccontato Ufo: “Noi Zen Circus cosa facciamo? Politica? Cultura? Controcultura? Satira? Facciamo ridere? Facciamo incazzare? E allora prendiamo come punto di riferimento qualcuno che queste cose le ha fatte tutte insieme. E le ha fatte benissimo: Il Male, inteso come la rivista”.
La tavola originale sarà inclusa nell’edizione in vinile nero a tiratura limitata, trasformando la versione fisica in un autentico pezzo da collezione. L’album sarà disponibile anche in vinile standard con cover rosa, in edizione limitata bicolor nero/rosa (anche autografata) e in CD standard e autografato.
Villa Inferno – Weekend sold out a Cesena
L’ottava edizione dello storico raduno degli Zen, “Villa Inferno”, si terrà domani 26 settembre e dopodomani 27 settembre al Vidia Club di Cesena. Entrambe le date sono sold out. L’ingresso è riservato esclusivamente a chi ha acquistato la musicassetta “Il Male – Villa Inferno Edition”, diversa per ogni giornata.
Instore di presentazione
La band incontrerà i fan in tre appuntamenti nelle librerie Feltrinelli:
Il tour organizzato da Locusta ha registrato il tutto esaurito in prevendita nelle date di Padova e Bologna, che sono state raddoppiate. Ecco tutte le date confermate:
I biglietti sono disponibili su www.thezencircus.it e sui circuiti TicketOne e DICE.
Con oltre venticinque anni di carriera, dodici album pubblicati (sei entrati nella Top Ten), migliaia di concerti e persino un passaggio a Sanremo nel 2019, The Zen Circus restano una certezza del rock italiano, capaci di rinnovarsi senza perdere l’attitudine.
“Il Male” rappresenta un ritorno alle origini che suona come una presa di posizione: davanti all’orrore non ci si nasconde, lo si chiama per nome — e si suona più forte. Un disco autentico e necessario, capace di interrogarsi sul presente senza arrendersi, raccontando un mondo che cambia con uno sguardo lucido e, come sempre, profondamente umano.
“Il Male” è disponibile ora in digitale e da domani in tutti i formati fisici. Un album da ascoltare, da vivere, da urlare.
Scritto da: Rossella Rosselli
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