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IL MEGLIO DEL 2025 IN MUSICA: TRA TRADIZIONE E RIVOLUZIONE

today3 Gennaio 2026 38

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Il 2025 si chiude con la consapevolezza di aver assistito a uno degli anni più vitali e sorprendenti della musica contemporanea. Dalle radici del folklore campano ai palcoscenici globali, dalla sperimentazione elettronica al ritorno prepotente del cantautorato, quest’anno ha demolito ogni confine stilistico regalandoci album destinati a segnare un’epoca.

La rivoluzione napoletana di La Niña e il ritorno del cantautorato

In Italia, il fenomeno più dirompente ha un nome e un volto: La Niña. Carola Moccia, con il suo “Furèsta”, pubblicato il 21 marzo, ha conquistato praticamente tutte le classifiche di fine anno della critica specializzata. Non poteva che essere Napoli, non poteva che essere donna: questo disco rappresenta la perfetta sintesi tra tradizione popolare e sensibilità contemporanea. Tra tamburi e strumenti a corda del folklore campano, La Niña ha dato vita a un racconto che parla di un popolo intero, di femminismo e spiritualità, filtrato attraverso una veste sonora moderna che richiama artiste come Rosalía, Nathy Peluso e Lucrecia Dalt. Il disco ha conquistato anche l’estero, dimostrando che la musica delle radici può essere universale quando viene raccontata con autenticità e visione.

La Nina

Ma il panorama italiano del 2025 è stato molto più variegato. Lucio Corsi, dopo l’inaspettato successo al Festival di Sanremo, ha pubblicato “Volevo essere un duro”, un album che pur non essendo il suo lavoro più ambizioso si è rivelato il più diretto e distintamente italiano. Meno glam del precedente “La gente che sogna”, Corsi ha trasfigurato infanzia e adolescenza di provincia in storie epiche, trasformando amici veri e immaginari in vicende universali.

Lucio Corsi

Non è mancata la sorpresa dei veterani. Enrico Ruggeri ha pubblicato “La caverna di Platone”, definito da molti il miglior album italiano dell’anno: altamente poetico, poliedrico dal punto di vista musicale, ricco di riflessioni sul libero pensiero. Un album figlio di una grande cultura che spazia tra brani splendidi come “Circo meraviglia”, “Gli eroi del cinema muto” e “La bambina di Gorla”. Jovanotti ha spiazzato con “Niuiorcherubini”, registrato in soli sei giorni di jam session a New York, tutto in presa diretta su nastro analogico, senza sovraincisioni né correzioni.

L’hip hop domina le classifiche

L’hip hop italiano ha continuato a dominare le classifiche streaming. Salmo ha dimostrato con “Ranch” che limitarlo al ruolo di rapper è riduttivo: il disco è una vetrina delle capacità dell’artista di surfare sui generi con facilità, spaziando tra cazzeggio, blasfemia e pagine più intime. Ernia ha sorpreso tutti con un album prodotto quasi interamente da Charlie Charles, mettendosi totalmente in gioco e affrontando temi personali e politici che hanno conquistato pubblico e critica, portando rapidamente il disco al disco di platino.

L’esplosione della scena femminile italiana

La scena femminile italiana ha avuto un’esplosione straordinaria. Ginevra, con “Femina”, ha raccontato la sua educazione sentimentale tra cameretta, inni pop-rock e quella voglia di giustizia in una società che giudica le donne senza pietà. Carmen Consoli ha pubblicato un disco con canzoni in italiano, catanese, greco antico e latino, primo capitolo di una trilogia che rappresenta una sfida intellettuale per l’ascoltatore, invitandolo a prendersi del tempo per scoprire un altro modo di fare musica.

Rosalía ridefinisce il pop globale

Guardando al panorama internazionale, il 2025 è stato l’anno di Rosalía. La cantante spagnola ha pubblicato “Lux” il 7 novembre, un album che ha letteralmente ridefinito i confini tra pop e musica classica. Registrato con la London Symphony Orchestra sotto la direzione di Daníel Bjarnason, “Lux” esplora temi di misticismo femminile, trasformazione e spiritualità, traendo ispirazione dalle vite di varie sante femminili. Con testi in 14 lingue diverse e collaborazioni che spaziano da Björk a Pharrell Williams, da Charlotte Gainsbourg a Yves Tumor, l’album ha ottenuto un punteggio di 95/100 su Metacritic, diventando il disco più acclamato del 2025 e il quarto miglior album di tutti i tempi secondo il celebre aggregatore di recensioni.

Rosalia

Tyler, The Creator: la liberazione attraverso la danza

Tyler, The Creator ha sorpreso tutti pubblicando “Don’t Tap The Glass” il 21 luglio, a soli otto mesi dal precedente “Chromakopia”. Un album di 28 minuti e 10 tracce, registrato durante il tour mondiale, che rappresenta una celebrazione del movimento e della danza, con influenze che spaziano dall’house al funk, dall’electro al Miami bass. Tyler ha spiegato sui social di aver creato questo disco dopo aver chiesto ad alcuni amici perché non ballassero in pubblico: molti hanno risposto per paura di essere filmati. Il disco è una petizione per la libertà di movimento, un invito a liberarsi delle inibizioni e lasciarsi andare.

Bad Bunny e il racconto delle radici

Bad Bunny ha aperto l’anno con “Debí Tirar Más Fotos”, pubblicato a sorpresa a gennaio. Un album che racconta le storie dei portoricani, radicati e sradicati, e di Porto Rico stessa, toccando il cuore di chiunque attraverso 17 canzoni che esplorano i legami emotivi con famiglia e radici. Il disco è rimasto nelle playlist di tutto il mondo per l’intero anno, dimostrando che quando la musica parla con il cuore può superare qualsiasi barriera.

Il ritorno delle regine del pop

Lorde è tornata con “Virgin”, un album che segna una nuova fase della sua vita, un racconto corale per le donne che, come lei, sono alla ricerca di una nuova dimensione in cui collocarsi. Sul palco dell’Unipol Arena di Bologna, durante l’unica tappa italiana del suo Ultrasound World Tour 2025, l’artista ha dichiarato: “Mi sento così vulnerabile davanti a voi, timida. Perché mi fa sentire nuda mostrarvi tutte queste diverse parti di me”.

Il pop è diventato ufficialmente un genere guidato dagli album. Sabrina Carpenter ha sorpreso con “Man’s Best Friend”, uscito a pochi mesi da “Short ‘n’ Sweet”, un disco che attinge agli anni Ottanta mantenendo il suo marchio di fabbrica fatto di testi salaci e divertenti. PinkPantheress ha consolidato il suo status di stella internazionale, mentre artiste emergenti come Addison Rae e Olivia Dean hanno dimostrato che si può diventare voci di riferimento anche senza produrre grandi hit radiofoniche.

Un anno senza confini

Il 2025 ha dimostrato che la musica può essere insieme esperimento e tradizione, locale e globale, intima e universale. Dalle foreste campane di La Niña alle cattedrali sonore di Rosalía, dalla dance liberatoria di Tyler agli inni generazionali di Bad Bunny, quest’anno ha consegnato una fotografia di un mondo musicale in continua trasformazione, dove l’unica regola sembra essere l’assenza di regole. E dove la qualità, quando è autentica, trova sempre la sua strada verso il pubblico.

Scritto da: Rossella Rosselli

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