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Un’intervista a cuore aperto, tenutasi a Peschiera Borromeo, ha riacceso i riflettori sulla straordinaria figura di Iliass Aouani, l’atleta che ha riportato l’Italia sul podio della maratona ai Mondiali di Tokyo 2025 conquistando una storica medaglia di bronzo. Intervistato da Dj Fabio, l’ingegnere-maratoneta ha condiviso con il pubblico non solo l’emozione della gara in terra giapponese, ma anche gli aspetti più profondi e personali di una carriera che intreccia sport, migrazione e successo accademico.
La maratona oltre il gesto atletico
L’incontro con Dj Fabio ha permesso di andare oltre la cronaca sportiva, esplorando la complessità del percorso che ha portato Aouani al traguardo di Tokyo. Dalle parole dell’atleta è emersa la meticolosa preparazione e la crescita sotto la guida di tecnici illuminati. Dopo gli esordi con Claudio Valisa, è stato il lavoro con Massimo Magnani a forgiare l’attuale campione, un sodalizio che va oltre il semplice rapporto coach-atleta, toccando le corde della maturità tattica e della forza mentale necessarie per eccellere in una disciplina così esigente come la maratona.
Nel canale Youtube di Radio Active potete vedere l’intera intervista rilasciata al campo sportivo Paolo Borsellino di Peschiera Borromeo.
Da Ponte Lambro al podio mondiale
La storia di Iliass Aouani è, in sé, un potente messaggio di determinazione. Arrivato in Italia dal Marocco in tenera età, si è stabilito a Ponte Lambro, a Milano, dove ha costruito la sua vita e la sua identità. Oggi cittadino italiano e fiero rappresentante del tricolore, Aouani ha dimostrato come le origini non definiscano il limite, ma possano essere un motore inesauribile.
La sua carriera è una dualità di successi: mentre coltivava un talento atletico fuori dal comune, Aouani ha perseguito un percorso di studi rigoroso, culminato con una laurea in ingegneria conseguita negli Stati Uniti. Un traguardo accademico di altissimo livello che, lungi dal distogliere l’atleta dalla corsa, ha forse rafforzato la sua disciplina e la sua capacità di analizzare la performance in modo scientifico. La sua storia insegna che il successo non è questione di scegliere tra mente e corpo, ma di farli cooperare al meglio.
Il bronzo di Tokyo non è solo una medaglia: è il simbolo di un’integrazione riuscita, della tenacia di un ragazzo che ha saputo onorare due culture e del coronamento di un sogno che, grazie alla dedizione e al supporto dei suoi allenatori e della sua gente, è diventato realtà.
Scritto da: Dj Fabio
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today25 Maggio 2026 53 36
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