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Scanna e i Bebaloncar: Quarant’anni di Rock Underground Italiano

today11 Ottobre 2025 321 22 5

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L’intervista esclusiva a Riccardo Scanna dei Bebaloncar: 40 anni di rock underground italiano.

Le cose che faccio, nel momento che muoiono, muoiono. Quello che ho fatto ieri è già finito per me. Io penso già al futuro.

Questa frase racchiude tutta la filosofia di Riccardo Scannapieco, per tutti semplicemente Scanna. Nel salotto di Rock&Books abbiamo incontrato una delle figure più leggendarie della scena underground italiana, per un viaggio che parte dalla Bologna punk degli anni ’80 e arriva ai Bebaloncar, progetto nato come “terapia del dolore” che sta conquistando la scena shoegaze internazionale.

Tutto inizia nel 1980, quando un ragazzino di quattordici anni sale per la prima volta su un palco con gli Urban Fight. Era la Bologna sotterranea, quella che si ritrovava il sabato pomeriggio al Disco d’Oro, il negozio dove tutte le tribù alternative convivevano pacificamente. “Vedevi metallari, punk, dark, erano tutti lì insieme. C’era tolleranza totale, a differenza della Milano degli anni ’80 dove c’erano scontri”, racconta Scanna. Da quella scena fertile nascono i Dachau, i Primeteens e gli Ugly Things – progetti che definiscono il suono garage italiano dell’epoca.

Negli anni ’90 arrivano gli Sciacalli, la beat band che diventa nota grazie alle apparizioni al mitico Roxy Bar di Red Ronnie su Videomusic. “Abbiamo passato due-tre anni andando tantissime volte in trasmissione, abbiamo fatto addirittura due ultimi dell’anno in diretta. È assurdo – non eravamo nessuno, non avevamo un’etichetta dietro, eravamo totalmente autonomi.” L’autonomia per Scanna è sempre stata fondamentale, anche se significa non poter vivere di musica in Italia. “Ho preferito pensare che l’arte non possa essere comprata o gestita da altri che non dall’artista stesso.”

Poi arriva il silenzio. Febbraio 2011, un concerto al Lo Fi di Milano. Sul palco Scanna ha un’illuminazione: “Mi voltai di spalle e cominciai a fare soltanto feedback con la chitarra fino a che dopo 15 minuti la gente, ovviamente infastidita, se n’è andata. Ho appoggiato la chitarra e ho detto: non suonerò mai più.” Seguono dieci anni in cui non tocca uno strumento. “Non avevo niente da dire. Quando uno non ha niente da dire artisticamente deve starsene zitto, è inutile fare dischi per farli.”

Ma tra il 2018 e il 2020 succede qualcosa che lo segna profondamente. Ed è proprio dalla necessità di elaborare quel dolore che nascono i Bebaloncar. La storia sembra una fiaba, ma Scanna assicura che è tutto vero: chiama il bassista storico Fab, poi incontra per caso una ragazza, Iris Martyr, che vive vicino a Como. “Non l’avevo mai sentita suonare, la vedevo in giro. Un giorno l’ho fermata e ho detto: guarda, io devo registrare un disco, vuoi venire a registrare? Lei ha detto di sì.” Vanno in studio senza conoscersi, ognuno registra la propria parte separatamente. “Il disco poteva diventare un flop totale, non avevo neanche idea di uscire con un album. Per me era importante registrare per buttare fuori quello che negli anni precedenti avevo immagazzinato di negativo.”

Bebabolcar intervista

Il risultato è “Suicide Lovers” (2022), che diventa uno dei dischi dell’anno alternative con recensioni entusiaste. “Pensavo mi stroncassero tutti perché non c’entra niente con quello che ho fatto precedentemente. L’innocenza e il non ragionamento hanno fatto sì che il disco uscisse quello che è uscito.” Nel 2024 arriva “Diary of a Lost Girl”, e il 25 ottobre 2025 uscirà il nuovo album “Love to Death” per Silverdrop Recordings.

I Bebaloncar non hanno batteria – doveva unirsi la batterista dei Pamela Tiffins, ma dopo una tragedia hanno deciso inconsciamente che nessuno prendesse il suo posto. Sul palco creano un “cerchio magico”: “Siamo per terra seduti e non guardiamo neanche il pubblico. Inizialmente la gente non capisce, poi se ti lasci prendere, rimani coinvolto perché è una cosa che non vedi mai.” C’è però un quarto Bebaloncar invisibile: Carlo Altobelli, l’engineer che registra e arrangia con loro. “È la pedina mancante, quello che ci dà esattamente il collante a tutto.”

Il metodo compositivo è semplice e democratico: Scanna parte con un’idea, una melodia scarna che registra e manda agli altri. “Nessuno obbliga l’altro. Non chiedo mai a Iris o Fab ‘fai questo’, ognuno fa quello che deve fare e si sente di fare. Deve essere totalmente libero, il 33% della cosa è fondamentale.” Le influenze? “Se devo portare qualcosa nell’isola deserta mi porto tre dischi: Velvet Underground, il primo Lou Reed, e Jesus and Mary Chain – Psycho Candy e Darklands. Questa è la trilogia.”

Scanna è categorico sulle reunion: “Sono contrario totalmente. Ho conosciuto tantissime persone che sono ancora ferme nel punto dove hanno avuto il maggior momento di gloria. Quel momento è finito – è come se ricrei uno zombie. Lo zombie è zombie, non è una cosa viva di oggi.” Per lui conta solo andare avanti, creare, non fossilizzarsi sul passato.

Una lezione di coerenza artistica e libertà che attraversa quarant’anni di musica indipendente italiana.

🎧 ASCOLTA L’INTERVISTA INTEGRALE Disponibile sul RadioActive20068Spotify, Apple Podcasts, Spreaker

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Babaloncar Scanna

DISCOGRAFIA BEBALONCAR

“SUICIDE LOVERS” (2022) – Onde Italiane 10 tracce tra cui Mirror Void, Death of an Angel, Suicide Lovers

“DIARY OF A LOST GIRL” (2024) 11 tracce tra cui Lost Cherry, Hidden In You, Naivety

SINGOLI: Venus and Mars (2021), Sundown (2022), I’ll Drive You From My Mind (2023), Dead Street (2025), Words (2025)

“LOVE TO DEATH” – 25 OTTOBRE 2025 – Silverdrop Recordings

Scritto da: Rossella Rosselli

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