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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
Reality Awaits è uscito! E va detto… non è un disco che si lascia amare al primo ascolto.
Gli Strokes, tornati dopo sei anni di silenzio dopo The New Abnormal, sembrano meno interessati a scrivere il nuovo inno da classifica e più a interrogarsi su cosa significhi, oggi, essere ancora la band simbolo di quell’estetica “indie sleaze” che ha attraversato due generazioni. L’Auto-Tune su Casablancas, che ha già fatto storcere il naso a molti dopo i singoli Going Shopping e Falling Out of Love, funziona meglio nel contesto dell’album intero: è meno vezzo e più dichiarazione d’intenti, la stessa distanza ironica che da sempre distingue gli Strokes anche quando citano sé stessi.
Non è il disco della resa dei conti nostalgica, ed è forse proprio questo il punto. Mentre lo stile Y2K rivissuto dalla Gen Z invade passerelle e social, con quel gusto per l’estetica “sporca” e il thrifting che flirta con la ribellione, gli Strokes non cercano di inseguire quella nostalgia, la osservano da fuori, un po’ spiazzati loro stessi.
Il tour è già partito, e il prossimo appuntamento newyorchese, il 2 ottobre al Flushing Meadows Corona Park insieme a Beach House, TV on the Radio e Fcukers, promette di essere il vero banco di prova live per un disco che, sulla carta, resta più interessante da discutere che da canticchiare.
Un disco che si rivela lentamente. Quello che sembra dispersivo al primo giro si ricompone ascolto dopo ascolto.
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Voto: 7,5/10 (al primo ascolto, con margine di crescita dopo un paio di riascolti)
Da ascoltare quando la nostalgia comincia a starti stretta e cerchi qualcuno che, come te, non sa più bene chi essere.
Scritto da: Rossella Rosselli
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