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Il mondo della musica piange Bonnie Tyler. La cantante gallese, una delle voci più riconoscibili del pop-rock internazionale, è morta nella notte tra mercoledì e giovedì in un ospedale del Portogallo, dove da settimane lottava contro la malattia che l’aveva colpita. Aveva 75 anni.
La notizia è stata diffusa giovedì mattina attraverso i canali social ufficiali dell’artista, con un comunicato firmato dalla famiglia e dal team che ha seguito Tyler per tutta la carriera. Nel messaggio si legge che la cantante è morta in modo improvviso, a causa della malattia per cui era in cura, e che nelle ore successive sarebbe stato diffuso un ulteriore comunicato. La famiglia ha chiesto rispetto della privacy per affrontare il lutto.
Il decesso arriva al termine di due mesi drammatici. Il 6 maggio Tyler era stata ricoverata d’urgenza a Faro, nel sud del Portogallo, città dove viveva insieme al marito Robert Sullivan, per un’operazione intestinale non programmata. Le sue condizioni si erano aggravate al punto da rendere necessario un coma farmacologico, con un episodio di arresto cardiorespiratorio durante un tentativo di risveglio. A giugno la cantante era uscita dal coma, ma restava, secondo quanto riferito dal suo entourage, in condizioni molto gravi e ricoverata in terapia intensiva. Per questo motivo diverse tappe del tour estivo erano state cancellate o rinviate.
Nata Gaynor Hopkins l’8 giugno 1951 a Skewen, nel Galles, in una famiglia numerosa di origini minerarie, Tyler scoprì la musica fin da giovanissima, lasciando la scuola a sedici anni per inseguire il sogno della canzone dopo la vittoria in un concorso locale per nuovi talenti. Il nome d’arte nacque quasi per caso, scorrendo un giornale in cerca di un’ispirazione. Esordì nei club gallesi giovanissima, prima in solitaria e poi con il gruppo Mumbles, prima di essere notata dai produttori Steve Wolfe e Ronnie Scott.
La sua voce, resa inconfondibilmente roca da un intervento alle corde vocali seguito da una convalescenza non rispettata, divenne il suo tratto distintivo. Il successo internazionale arrivò nel 1976 con “Lost in France”, ma fu “It’s a Heartache”, nel 1978, a consacrarla come stella globale, vendendo milioni di copie e conquistando dischi d’oro in diversi paesi.
Il momento più alto della carriera arrivò nel 1983 con “Total Eclipse of the Heart”, scritta dal compositore e produttore Jim Steinman: una ballata monumentale che scalò le classifiche di mezzo mondo e resta ancora oggi uno dei brani pop più trasmessi e riconosciuti a livello internazionale. L’anno seguente arrivò un altro classico, “Holding Out for a Hero”, diventato colonna sonora generazionale grazie anche al suo utilizzo in numerosi film.
Nel corso di oltre cinque decenni di attività, Bonnie Tyler ha pubblicato una ventina di album e ottenuto diverse candidature ai Grammy Award, senza mai smettere di esibirsi dal vivo, mantenendo un legame particolarmente forte con il pubblico europeo. Nel 2013 aveva rappresentato il Regno Unito all’Eurovision Song Contest. Nel 2023 aveva raccontato la sua storia nell’autobiografia “Straight from the Heart”, ripercorrendo cinquant’anni di carriera.
Sposata dal 1973 con Robert Sullivan, lascia il marito e un’eredità musicale che continua a essere trasmessa dalle radio di tutto il mondo, capace di attraversare le generazioni ben oltre gli anni ’80 in cui è nata.

Scritto da: Rossella Rosselli
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