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Radio Active 20068 L'ascolti in tutto il mondo
C’eravamo anche noi ieri sera all’Olimpico per l’unica data italiana di Ed Sheeran. E diciamocelo subito: ne è valsa davvero la pena
Okay, mettiamola così: se non eravate all’Olimpico ieri sera, vi siete persi qualcosa di bello. Non diciamo “epico” o “storico” perché tanto lo scrivono tutti, ma semplicemente bello. Ed Sheeran è arrivato a Roma con il suo Mathematics Tour e ha fatto quello che sa fare meglio: prendere uno stadio da 80mila persone e farlo sentire come il salotto di casa.
Partiamo da una premessa: nel 2012, quando “+” usciva anche in Italia trascinato da “Lego House”, in pochi avrebbero scommesso su quel ragazzo dai capelli rossi con gli occhiali da nerd. Eppure ieri sera all’Olimpico c’erano 80mila persone a cantare ogni singola parola delle sue canzoni. E forse il segreto di Ed Sheeran sta proprio in quello che sembrava il suo punto debole: l’essere completamente fuori dai canoni della popstar contemporanea.
Lo show di ieri sera all’Olimpico lo conferma fin dai primi minuti. Il palco circolare al centro dello stadio, la scenografia firmata da Mark Cunniffe con lo schermo gigante sospeso e le geometrie di luce che disegnano forme nell’aria: tutto molto bello, ma quando Sheeran sale sul palco con la sua chitarra acustica, tutto il resto passa in secondo piano. È ancora quel cantautore che a Londra suonava “The A Team” convinto di avere il tormentone della vita, anche se la gente ai tavolini sembrava non interessarsene affatto.
“Tutto ciò che ascolterete questa sera è suonato dal vivo. Non ci sono basi pre-registrate. Sono io a crearle, in diretta“, spiega a un certo punto dello show, mostrando come funziona il complesso sistema di loop station che gli permette di creare dal vivo i tappeti ritmici sui quali si esibisce. Non è una novità, lo fa da sempre, ma il pubblico lo ascolta come se fosse la prima volta. Ed è proprio questo approccio da “antidivo” che continua a funzionare.
La scaletta attraversa oltre dieci anni di successi: da “Castle on the Hill”, omaggio alle scampagnate adolescenziali al castello di Framlingham, fino a “Bad Habits”, passando per “Shape of You”, “Perfect”, “Thinking Out Loud”. Hit che sono diventate parte della colonna sonora pop degli ultimi quindici anni, ma che ieri sera non sembravano tali. Sembravano canzoni suonate da un cantautore nel suo salotto, che per caso si trovava al centro di uno stadio da 80mila persone.

La vera sorpresa arriva quando sul palco sale Ultimo. I due duettano su “Perfect” e “Piccola stella”, momento già spoilerato dai video dei fan che nel pomeriggio si erano ritrovati ad assistere alle prove fuori dai cancelli. Un’apparizione che conferma l’approccio di Sheeran: niente ego, solo la voglia di condividere la musica con chi, come Ultimo, all’Olimpico è di casa.
Tra le novità della serata, “Sapphire”, ultima anticipazione dal nuovo album “Play” in uscita il 12 settembre, dopo “Azizam” e “Old Phone”. Un assaggio di quello che verrà, inserito naturalmente nel flusso delle hit consolidate.
Prima ancora del concerto, Ed aveva fatto una cosa carina: aveva incontrato Alfa fuori dallo stadio per una jam session improvvisata su “The A Team”. Niente di organizzato, giusto due chitarre e la voglia di suonare insieme. Il video è finito sui social di Alfa e ha fatto il giro di internet in tipo mezz’ora.
Al di là dei coriandoli, delle fiamme e dei fuochi d’artificio che negli show negli stadi non possono mancare, quello che colpisce è la naturalezza con cui Sheeran attraversa il suo repertorio. Da “The A Team” a “Photograph”, da “Tenerife Sea” a “Bloodstream”, ogni canzone mantiene quella dimensione intima che l’ha resa speciale, anche amplificata per 80mila persone.
Il concerto è stato un monumento alla dedizione e all’impegno che Sheeran ha sempre messo nella sua musica. In un’epoca in cui il percorso verso il successo sembra necessariamente passare dai talent show (“Io non li farei mai comunque, non è il mio mondo“, ha sempre detto), la sua storia ricorda che esiste ancora spazio per chi fa della spontaneità e dell’autenticità i propri punti di forza.
Alla fine, mentre saluta Roma promettendo di tornare presto, Ed Sheeran conferma quello che sapevamo: è diventato una delle popstar più grandi del suo tempo rimanendo sostanzialmente se stesso. E ieri sera all’Olimpico lo ha dimostrato ancora una volta.
Per fortuna ci sono ancora storie così.
P.S. – Abbiamo anche assistito a ben tre proposte di matrimonio… più romantiche di così?!
Scritto da: Rossella Rosselli
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